Il battaglione "Val Chiese", "figlio" del
"Vestone"
del quale porta la nappina blu, si costituisce a Vestone e Nozza il 15
febbraio
1915 con le compagnie 253ª, 254ª, 255ª. Entrato in azione all'inizio
delle
ostilità, nel 1915 partecipa a vari combattimenti con alterne vicende.
In
ottobre un nucleo di arditi fa saltare dei pezzi di artiglieria nemica
sul
Tonale. Nel novembre una cordata di arditi conquista alla baionetta una
posizione difficilissima. Ai primi di aprile del 1916 il battaglione
partecipa
alla conquista di alcune quote superando di slancio le difese
avversarie, mentre
due plotoni di arditi compiono un'azione alla baionetta su terreno
ripido e
impervio. Dal 20 al 21 aprile, sostenuto da reparti bersaglieri,
conquista dopo
un intenso bombardamento alcune quote. Nell'agosto un nostro presidio
attaccato
e decimato resiste valorosamente e passa al contrattacco. Poi il
battaglione
passa a riposo. Nel 1917 il battaglione svolge azioni di poco rilievo.
Nel 1918,
dopo aver partecipato a varie azioni, il battaglione nell'agosto si
trova
dislocato in Val Jaone. Nella notte del 13 pattuglie di arditi
oltrepassano la
linea e si nascondono in un boschetto. Cessato il fuoco delle
artiglierie,
irrompono nelle trincee nemiche catturando armi e prigionieri. Poi
rientrano
nelle nostre linee. Per il resto dell'anno compie azioni di poco
rilievo.
(Rasero
A., Tridentina Avanti! Storia di una divisione alpina. Mursia, 1982)
IL BATTAGLIONE VAL CHIESE
Il Battaglione Val Chiese (nappina blu) fu formato il 15 febbraio del
1915 a
Vestone e a Nozza, come battaglione della Milizia territoriale,
nell'ambito del
5° Reggimento alpini, con le Compagnie 253a e 254a
(alle
quali si aggiunse poi, l'8 luglio, la 255a).
LA PRIMA GUERRA MONDIALE
Il Battaglione fu schierato sulle montagne del versante meridionale
della Val di
Ledro (nelle Prealpi bresciane), tra la Bocca di Fobia e il Passo di
Nota, e,
scoppiata la guerra, il 25 occupò il Corno della Marogna. Nei mesi
seguenti
occupò Biacesa, Pre, Molina, Legos e Mezzolago, nel fondovalle, e si
spinse sul
versante settentrionale della Valle sino a impadronirsi delle
postazioni austro-ungariche di quota 1.125 e 1.141. Nel 1916 avanzò combattendo verso
altre
postazioni nemiche sullo stesso versante: in gennaio prese parte
all'attacco
vittorioso contro San Giovanni; in aprile alle operazioni contro lo
Sperone e
Grotta Dazi. In maggio il Comando del Battaglione era a Biacesa, la 253a
Compagnia a Caletta, la 254a sulla Cima Nodic
(versante meridionale
della Valle), la 255a a San Giovanni (versante
settentrionale della
Valle). Nei mesi seguenti il Battaglione mantenne le posizioni,
respingendo
alcuni attacchi degli Austro-Ungarici. Poi, verso la metà di dicembre
del 1917,
a causa degli avvenimenti accaduti sul Fronte giulio (Ritirata di
Caporetto), fu
arretrato sul versante meridionale della Valle ("quota 399 - Cima Nodi
-
Cima al Bal"). Alla fine di aprile del 1918 il Battaglione fu
trasferito
sul versante destro della Val Daone (Giudicarie). Nei mesi seguenti,
passato il
Chiese e raggiunto il versante sinistro della Valle, compì alcuni
fortunati
colpi di mano contro gli Austro-Ungarici. Alla fine di ottobre il
Battaglione
fu trasferito nella zona di Padova. Il 31, mentre divampava la
"Battaglia
di Vittorio Veneto", passò il Piave a Vidor e si spinse a Nord,
raggiungendo, i1 2 novembre, Mel. Poi, nella notte tra i1 3 e il 4,
ripassò il
Piave a Busche, puntò su Agordo e, il giorno 4, a Mas, venne colto
dall'armistizio.
(Redaelli A., Alpini di ferro. Storia dei
reparti alpini
bresciani e bergamaschi. Walmar 2005)